
Denuncia penale? Revoca del Porto d’armi “quasi assicurato”
Come spesso accade, fatti di cronaca di assoluta gravità, attirano l’attenzione mediatica e del legislatore.
Si sente spesso parlare di denunce inaudite, di fatti gravissimi come ad esempio lo stalking dell’ex che non si rassegna o minacce provenienti da soggetti già noti alle forze dell’ordine, che troppo spesso si tramutano in fatti di sangue che occupano i salotti televisivi.
Nella prassi però, al cittadino comune, all’amico gioielliere, al cugino rappresentante, allo zio guardia giurata, che necessitano del porto d’armi per il proprio lavoro, cosa accade se interviene una denuncia penale?
La normativa, di recente novellata, ha previsto il così detto sequestro cautelare preventivo dell’arma e la sospensione del porto d’armi, ma quali conseguenze?
Che tutela è prevista al cittadino che magari, incensurato, necessita del titolo autorizzativo di polizia, ad esempio, per l’esercizio della propria attività lavorativa?
In costanza di denuncia penale, la prefettura può avviare la procedura amministrativa per la sospensione o la revoca del porto d’armi, al fine di tutelare la sicurezza pubblica.
Il procedimento amministrativo, a differenza di quello cognitivo giudiziario, è incentrato sulla discrezionalità della Pubblica Amministrazione,che “dovrebbe”, caso per caso, valutare in concreto l’attitudine del soggetto a far uso “improprio” del titolo “de quo”.
A maggior ragione, secondo la giurisprudenza amministrativa, occorrerebbe particolare attenzione nell’istruttoria laddove al porto d’armi sia legata l’attività lavorativa.
Quali strumenti tutelare le proprie ragioni? Ricorso in autotutela o ricorso giudiziario al TAR…
Avv. Alessandro Gammieri
Caf Portici – Servizi di Patronato
Assistenza Legale Civile, Penale, Lavoro e Previdenza
Gentile avvocato, Le chiedo cortesemente un suo parere,secondo Lei è possibile che mi venga seduta stante immediatamente(in caserma) ritirato il porto d’armi da un maresciallo dei CC. perchè mi è stato contestato la mancata custodia dell’arma solo perchè l’ho dimenticata sulla capota dell’auto e sono partito, ma subito mi sono accorto dell’accaduto,e non potendo nell’immediato a causa della circolazione stradale per pericolo incidente, come sono arrivato dove mi era cascato il fucile ho trovato una persona che si era già messo in macchina sua il mio fucile e mi comunicava che aveva già chiamato i CC e quindi non me lo rendeva.Le chiedo cortesemente un suo parere.La ringrazio per la Sua disponibilità.Grazie!
Egregio Signore,
La condotta da Lei descritta comporta due problemi connessi, ma tra loro distinti:
1) Il ritiro del porto d’armi;
2) La denuncia per contestazione di omessa custodia dell’arma.
Dopo il ritiro del porto d’armi, potrebbe dunque subire una denuncia penale per omessa custodia da parte dei Carabinieri.
Le consiglio, pertanto, di tener d’occhio la situazione ed affidarsi ad un buon Avvocato Penalista per curare al meglio la Sua posizione giuridica.
Se necessita di ulteriori chiarimenti, non esiti a contattarci
Cordiali Saluti,
Avv. Alessandro Gammieri
Caf Portici - Servizi di Patronato
Assistenza Legale Civile, Penale, Lavoro e Previdenza
Buonasera io avrei bisogno un consiglio ..